Chiesa di Santa Maria della Cava

Chiesa di Santa Maria della Cava

Il santuario è intitolato alla Madonna della Cava perché nel 1514 il padre agostiniano Leonardo Safina sognò la Madonna che gli indicò di scavare nel luogo che era chiamato cava e di costruire lì una chiesa.

In concomitanza con il ritrovamento della scoperta della statuetta, nascosta durante la persecuzione iconoclasta sotto l’imperatore Leone III, si verificarono vari miracoli: restituzione delle vista ad un cieco, parola ad un muto e la possibilità di camminare a uno zoppo.

La chiesa ipogeica presenta al centro un pozzo in cui fu trovata la statuetta miracolosa mentre ai lati si trovano la cappella dedicata a S. Agostino e a S. Nicola di Bari. È decorata con affreschi rovinati, si conservano intatti un toro con sei teste scultoree ed un altorilievo molto rovinato che vede rappresentata forse dei cherubini.

La chiesa fu ingrandita e ristrutturata varie volte, l’ultima ristrutturazione risale al 1859 ma distrutta dal bombardamento dell’11 maggio 1943. Oggi sopra la grotta è stata realizzata un’altra chiesa a navata unica con un corridoio laterale a destra. Nell’abside è incassata nella parete l’icona della Madonna della Cava; l’altare principale è in marmo bianco rinascimentale con l’iscrizione DOMINO DEO NOSTRO. Si ritiene che la Madonna della Cava abbia salvato la città nel 1726 e nel 1728 dalla grave siccità, nel 1606 dalla pestilenza, colera razzie.

È per questo che in atto pubblico del 1788 la Madonna della Cava venne eletta Padrona principale e specula Protettrice della città e si istituì come giorno festivo per tutta la città il 19 Gennaio, giorno del ritrovamento.

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